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lunedì 20 agosto 2018

Orvieto, Civita di Bagnoregio e Spoleto


Note di viaggio.....





Il Duomo di Orvieto





Il comune di Orvieto si trova nel settore sud-occidentale dell'Umbria, sorge su una rupe di tufo (ignimbrite di Orvieto - Bagnoregio), che domina la valle del fiume Paglia, affluente di destra del Tevere e che proprio sotto la città riceve da sinistra il Chiani, la Chiana Romana proveniente dalla Valdichiana. Questa enorme mesa tufacea, che si erge dai venti ai cinquanta metri dal piano della campagna, si deve al collasso di ground sourge (nubi e valanghe ardenti) dall'attività quaternaria dei vulcani del sistema Volsinio, relitto nella caldera che ospita il lago vulcanico maggiore d'Europa, quello di Bolsena. Come architetture religiose troviamo, Piazza della Repubblica con la Chiesa di Sant'Andrea e, sulla destra, il Palazzo Comunale, Il Duomo di Orvieto è la cattedrale della diocesi cittadina, capolavoro dell'architettura gotica italiana. La facciata è decorata da una grande serie di bassorilievi e sculture realizzati dall'architetto senese Lorenzo Maitani. Cappella di San Brizio, celebre ciclo di affreschi sul Giudizio Universale di Luca Signorelli (1499-1502). Chiesa di San Giovenale (1004). Chiesa di Sant'Andrea (1013), costruita sulle rovine di una chiesa paleocristiana e rimaneggiata nel XII, XVI e XIX sec. Chiesa di San Domenico con il Mausoleo del cardinale De Braye realizzato da Arnolfo di Cambio. Chiesa di San Ludovico, Chiesa di San Francesco, costruita nel XIII secolo ed in fine l’Abbazia di San Severo e Martirio, complesso monastico con strutture altomedievali e di epoca romanica.









Come architetture civili troviamo, Palazzo del Capitano del Popolo, Palazzo Soliano (1297), che ospita il Museo Emilio Greco, Palazzo Papale, che ospita il Museo archeologico nazionale di Orvieto, Palazzo comunale, Palazzo del Capitano del Popolo, Palazzo Faina, che ospita il Museo "Claudio Faina" e il Museo Civico, Palazzo dei Febei, Palazzo Gualterio. I palazzi medievali di Orvieto, palazzi rinascimentali di Orvieto, palazzi moderni di Orvieto e Via della Cava. Siti archeologici; Sotterranei della chiesa di S. Andrea e Bartolomeo dall'epoca villonaviana all'età moderna, Pozzo di San Patrizio (1528), Pozzo della Cava, Grotte di Adriano, già note con il nome di Orvieto sotterranea, le Necropoli del Crocifisso del Tufo e di Cannicella. Cittadina piccola e facile da da visitare. Prenotando un alberghetto nelle vie del centro, è possibile visitare tutto tra un pomeriggio e il mattino seguente. Di sera è possibile cenare in uno dei tanti ristorantini o trattore con prezzi nella media, ma dal gusto tipico. E’ possibile fare un biglietto unico che da la possibilità di accedere in musei, duomo e sotterranei. Per chi ama viaggiare in treno trova navette di collegamento dalla stazione al centro di Orvieto.





Civita di Bagnoregio





Civita di Bagnoregio




Civita è una
frazione del comune di Bagnoregio, in provincia di Viterbo, si trova
nella valle dei calanchi, un'area situata tra il lago di Bolsena ad
ovest e la valle del Tevere ad est, nel comune di Bagnoregio. È
costituita da due valli principali: il Fossato del Rio Torbido e il
Fossato del Rio Chiaro. In origine questi luoghi dovevano essere più
dolci e accessibili ed erano attraversati da un'antica strada che
collegava la valle del Tevere al Lago di Bolsena.

La morfologia di quest'area è stata provocata dall'erosione e dalle
frane. Il territorio è costituito da due formazioni distinte per
cronologia e tipo. Quella più antica è quella argillosa, di origine
marina e costituisce lo strato di base, particolarmente soggetto
all'erosione. Gli strati superiori sono invece formati da materiale
tufaceo e lavico. La veloce erosione è dovuta all'opera dei
torrenti, agli agenti atmosferici, ma anche al disboscamento. Civita
è raggiungibile solo attraverso un ponte pedonale in cemento armato
costruito nel 1965, e chi soffre di vertigini difficilmente ci
passerà. La causa del suo isolamento è la progressiva erosione
della collina e della vallata circostante, che ha dato vita alle
tipiche forme dei calanchi e che continua ancora nel ventunesimo
secolo, rischiando di far scomparire la frazione, per questo chiamata
anche "la città che muore" o, più raramente, "il
paese che muore". All'interno del borgo rimangono varie case
medievali, la chiesa di San Donato, che si affaccia sulla piazza
principale e al cui interno è custodito il S.S. Crocefisso ligneo,
Palazzo Alemanni, sede del Museo Geologico e delle Frane, il Palazzo
Vescovile, un mulino del XVI secolo, i resti della casa natale di San
Bonaventura e la porta di Santa Maria, con due leoni che tengono tra
le zampe una testa umana, a ricordo di una rivolta popolare degli
abitanti di Civita contro la famiglia orvietana dei Monaldeschi. Nel
2005 i calanchi di Civita sono stati proposti come sito di interesse
comunitario. Il vecchio paese è iscritto all'associazione de I
borghi più belli d'Italia. Per la sua posizione geografica
suggestiva e il suo impianto medievale è ogni anno meta di numerosi
turisti ed è stata diverse volte utilizzata come set
cinematografico.





Da giugno 2013
l'accesso al Borgo di Civita diventa a pagamento.





Spoleto





Il Duomo di Spoleto




Spoleto si trova all'estremità meridionale della Valle Umbra, una vasta pianura alluvionale generata in epoca preistorica dalla presenza di un vasto lago, il lacus Umber, prosciugato definitivamente nel Medioevo, dopo il suo impaludamento, con delle opere di bonifica. La città si è sviluppata sul colle Sant'Elia, un basso promontorio collinare alle falde del Monteluco, nei pressi del fiume Clitunno e più in basso fino alle rive del torrente Tessino; ad est è contornata dai monti che delimitano la Valnerina. 





Mobilità Alternativa




Architetture religiose troviamo Il Duomo o cattedrale di Santa Maria assunta,  Sant'Eufemia (XII secolo),  San Gregorio Maggiore, San Ponziano, San Giuliano,  San Paolo "inter vineas", San Sabino, il complesso monumentale di San Nicolò e tanti altre.





Architetture civili, la Rocca Albornoziana sorge alla sommità del colle Sant'Elia da dove domina la valle umbra, il Ponte Sanguinario, di epoca romana, l'arco di Druso, il palazzo Spada, il palazzo Racani Arroni, il palazzo Mauri, il Ponte delle Torri, lungo 230 m, monumento simbolo della città visibile in molte riprese della serie Don Matteo insiem alla rocca.  L'elegante Casa romana del I secolo d.C., la Torre dell'olio, Palazzo comunale del Duecento, il Teatro romano, e tanta altri monumenti tutti all'interno delle mure facili da raggiungere.














Conclusioni





Tre località italiane bellissime, facili da raggiungere con qualsiasi mezzo. Per quanto riguarda il magiare e bere, i prezzi sono in linea con la maggior parte d'Italia, gustando pietanze tipiche del territorio. Chi ha voglia e tempo ci faccia un salto perché ne vale la pena.


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